Chi siamo

La nostra Associazione

Il Trenino di Elia non si ferma davanti ai profitti: corre per la vita.

L’associazione ha le sue radici nella memoria del piccolo Elia.

In seguito alla sua prematura scomparsa, la famiglia e gli amici hanno scelto di onorare la sua vita dando vita a una realtà che offre supporto concreto e vicinanza a chi affronta sfide simili, mantenendo vivo il legame con Elia attraverso l’impegno sociale.

Il Viaggio di Elia

Dalla Neve alla Speranza

Esistono ricordi che brillano di una luce purissima. Il nostro risale al 2024: la prima settimana bianca di Elia. Aveva due anni e mezzo e lo stupore negli occhi davanti a quella distesa bianca infinita. Ricordiamo ancora il contrasto dolce del suo secchiello e della paletta, portati dal mare per costruire castelli di neve; lo slittino che prendeva velocità, il vento che solleticava il suo berretto e lo sguardo incantato verso la cabinovia, per lui una “giostra bellissima”.

Siamo tornati a casa con il cuore pieno, ignari che una banale gastroenterite avrebbe trasformato quel sogno in un abisso. Nel giorno di Pasquetta, la vita si è fermata: Elia non parlava più, non stava in piedi, il suo corpo era prigioniero di un male invisibile. La diagnosi al Gaslini è stata un proiettile: SEU (Sindrome Emolitica Uremica).

La causa? Un solo cucchiaio di un prodotto caseario a latte crudo spalmabile, contaminato da un batterio silenzioso e spietato: l’Escherichia Coli STEC. Quel batterio ha scatenato una tempesta nel suo piccolo corpo, distruggendo globuli rossi e intasando i vasi vitali. Elia ha lottato per 50 giorni in terapia intensiva. Hanno tentato il tutto per tutto, ma non è bastato.

Trasformare l’Assenza in Battaglia

Elia è stato vittima di un silenzio inaccettabile.

La nostra non è solo una tragedia privata, è uno scandalo pubblico. Dall’inchiesta è emerso l’aspetto più atroce: le istituzioni conoscevano questo rischio fin dal 2017, mentre la malattia è nota dagli anni ’80… eppure, dal 2017 al 2024, nessuna istituzione ha proferito parola. Nessuna campagna informativa, nessun avviso ai genitori.

Elia è stato vittima di un silenzio inaccettabile.

È in quel vuoto, tra la disperazione e il desiderio di giustizia, che è nato “Il Trenino di Elia”. Non potevamo permettere che altri genitori vivessero lo stesso nostro terrore. Abbiamo deciso che il viaggio di Elia doveva continuare su binari diversi: quelli dell’informazione e della prevenzione.

Il Nostro Impegno

Consapevolezza, non Proibizione

Abbiamo scritto a distributori, produttori e caseifici, scontrandoci con una realtà agghiacciante: per molti, il guadagno e la tutela del “prodotto tipico” contano più della vita dei nostri figli.

Non vogliamo distruggere le eccellenze del nostro territorio, ma pretendiamo che la salute dei bambini venga prima del profitto. Chiediamo trasparenza. Chiediamo etichette chiare ed esaustive simili a quelle che avvisano dei rischi su alcol e tabacco.

Perché non dovrebbero esserci su prodotti che possono uccidere un bambino? Chi, conoscendo il rischio, accetterebbe di sottoporre il proprio figlio a questa “roulette russa” alimentare? A quale nipote sareste disposti a rinunciare in nome del marketing?

Un genitore deve avere il diritto di scegliere, consapevolmente, quale alimento proporre al proprio bambino.

il nostro impegno, etichetta

Destina il tuo 5×1000 a Il trenino di Elia

Destinare il tuo 5×1000 all’Associazione Il Trenino di Elia è un gesto semplice, gratuito e straordinariamente potente.

C.F.

95249420100

Proposta di modifica di legge

Il fronte politico

Grazie al supporto di chi, in politica, ha saputo guardare oltre le bandiere a favore della salute dei bambini, una proposta di modifica di legge è finalmente in cammino, avendo portato alla Commissione Affari Sociali della Camera la nostra testimonianza, sfidando chi riconosce il pericolo ma si oppone a un’informazione trasparente per i consumatori.

A Luglio 2025 sono state emanate le Linee Guida per il controllo dello STEC , ma non sono obbligatorie. Finché non diventeranno legge, chi ignorerà questi standard si assumerà la responsabilità di quello che, per noi, è un omicidio volontario.

Nonostante le resistenze e le manipolazioni di chi teme per il settore, noi non ci fermiamo.

Unisciti a noi!

Oggi viviamo a metà: una parte di noi se n’è andata con Elia, l’altra metà batte per il piccolo Fabrizio, arrivato a ricordarci la bellezza della vita.

L’Associazione è il nostro modo di tenere Elia per mano. Parliamo di lui continuamente, perché ogni volta che pronunciamo il suo nome e avvisiamo una famiglia del rischio, Elia sta salvando una vita.

Il suo trenino non si è fermato. Ha solo cambiato direzione per correre verso un futuro dove nessun bambino debba più soffrire per un pezzetto di formaggio.